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COS’ E’ IL PLASMA RICCO DI PIASTRINE (PRP) ?

Il plasma ricco di piastrine (PRP dal termine inglese Platelet-Rich Plasma) è un derivato del sangue prelevato dallo stesso paziente (autologo), e dal quale si ottiene per centrifugazione un concentrato di piastrine. Le piastrine sono elementi presenti numerosi nel nostro sangue, che hanno la funzione di attivare il processo di coagulazione, in caso di traumi e ferite, e stimolare la riparazione dei tessuti lesionati o degenerati, grazie all’azione di alcuni fattori di crescita, presenti nelle piastrine stesse.

Il PRP è ottenuto dalla miscela del concentrato piastrinico e di un derivato del plasma (crioprecipitato), entrambi ricavati dalla centrifugazione del sangue.

COME FUNZIONA IL PRP NELLE LESIONI DEGENERATIVE ARTICOLARI E MUSCOLO-TENDINEE ?

Le proprietà terapeutiche del PRP sono legate all’elevato contenuto di fattori di crescita, dei quali le piastrine sono un “serbatoio” fisiologico, in grado di stimolare localmente dove applicato e in modo rilevante i processi di riparazione e rigenerazione dei tessuti danneggiati del corpo (cute, mucose, tessuto osseo e muscolo-tendineo), mediante la formazione di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi) e la replicazione cellulare, che sono alla base dei fisiologici meccanismi di guarigione delle ferite e di rigenerazione delle alterazioni degenerative dei tessuti.  

IN QUALI PATOLOGIE PUO’ ESSERE EFFICACE LA TERAPIA CON PRP ?

I principali campi di applicazione in questo momento sono: chirurgia plastica, maxillo-faciale, odontostomatologica, ortopedica, trattamento di lesioni cutanee, mucose, in particolare ulcere e ferite, e muscolo-tendinee. L’obiettivo del trattamento con PRP è quello di stimolare e/o velocizzare e migliorare la guarigione dei tessuti come la cartilagine, i tendini e i muscoli, favorendo – nel contempo – la riduzione del dolore, l’incremento funzionale e la formazione di tessuto riparativo più fisiologico.  In particolare, in ambito ortopedico, il PRP viene utilizzato per la cura di patologie ossee, muscolo-tendinee e legamentose e, più recentemente, anche nelle patologie infiammatorie tendinee. Dopo i 30-40 anni, infatti, i tendini sono soggetti ad un fisiologico invecchiamento con perdita di elasticità e resistenza, causata dal progressivo decadimento metabolico, scarsa vascolarizzazione a livello preinserzionale, microtraumatismi ripetuti (sportivi o lavorativi), precedenti patologie tendinee, malattie metaboliche (iperuricemia, ipertiroidismo), cause iatrogene (per esempio, uso di corticosteroidi, fluorchinolonici).  La risposta biologica del tendine lesionato è sempre in relazione alla vascolarizzazione, alla cellularità, alla innervazione e alla infiammazione. Con i derivati piastrinici (PDGF; TGFa; TGFb; EGF; FGF; IGF; VEGF) è possibile ottenere importanti fattori di espansione cellulare che stimolano la migrazione e la crescita cellulare, la formazione di nuovi vasi sanguigni, la sintesi di collagene e la differenziazione cellulare. 

L’utilizzo del PRP (contenente i fattori di crescita) per via infiltrativa, abbinata ad adeguata gestione riabilitativa del paziente, è stata dapprima utilizzata ambulatorialmente negli sportivi professionisti e successivamente applicata anche nei pazienti, non sportivi, ed anche durante gli interventi chirurgici per patologie articolari, tendinee e muscolari. La tecnica è semplice e poco invasiva e consiste nell’infiltrazione del gel piastrinico, contenente i fattori di crescita, direttamente all’interno di tendini, muscoli e legamenti, con il supporto del controllo ecografico. 

Quali condizioni patologiche articolari e muscolo-tendinee vengono trattate con PRP?

  • Traumi e lesioni acute: le infiltrazioni di PRP sono utilizzate nel trattamento di lesioni sportive e traumatismi acuti, come le distorsioni del ginocchio, la rottura di legamenti, gli strappi e stiramenti muscolari. 
  • Lesioni tendinee: il PRP può promuovere e accelerare la guarigione di lesioni croniche a carico dei tendini (tendinosi e tendinosi inserzionale), come nel caso del gomito, del ginocchio e del tendine di Achille.
  • Artrosi: terapie basate sul PRP sono applicate per la gestione di patologie degenerative ortopediche, come l’artrosi dell’anca, del ginocchio e della caviglia.

ESISTONO CONTROINDICAZIONI  ?

Il trattamento con PRP non presenta particolari controindicazioni: essendo prodotto da materiale biologico autologo, vengono quasi del tutto annullate le possibilità di rigetto, vengono scongiurate allergie o reazioni immunologiche e si evita il rischio di contrarre patologie trasmissibili con il sangue.
La controindicazione al trattamento è invece previsto in presenza di alterazioni della coagulazione del sangue, malattie infettive in fase acuta e neoplasie sistemiche, come linfomi e leucemie.

COME SI EFFETTUA L’INFILTRAZIONE DI PRP ?

Il trattamento con PRP prevede una visita clinica preliminare, con analisi accurata della patologia da trattare e delle eventuali patologie associate. Successivamente viene programmata la seduta di trattamento, che sarà eseguita in un ambulatorio chirurgico idoneo e certificato, e che comprende:

  • Prelievo ematico, effettuato al paziente nel periodo antecedente il ciclo infiltrativo, dal quale si ottiene il siero PRP, pronto da utilizzare.   Questo, chiamato gel piastrinico o pappa piastrinica, viene poi congelato e conservato fino al momento dell’utilizzo. Nei pazienti con patologie tendinee e muscolari, si provvede anche alla definizione attuale, tramite ecografia diretta, della lesione che dovrà essere trattata.
  • Iniezione del gel piastrinico purificato nella sede di lesione del paziente, tecnica ambulatoriale semplice e poco invasiva sotto guida e controllo ecografico. Il trattamento può prevedere una o più sedute. Non è esclusa la necessità d’integrare la stimolazione con PRP con altre strategie terapeutiche. In alcuni casi, ad esempio, può essere indicata l’associazione di PRP e acido ialuronico. 
  • Programma di riabilitazione specifica, da iniziare da 1 a 2 settimane dopo l’infiltrazione.

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