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COS’E’ LA RIZOARTROSI ?

La rizoartrosi è l’artrosi della base del pollice e cioè dell’articolazione trapezio-metacarpea, frequente artropatia degenerativa della mano, progressivamente invalidante e che nei casi più avanzati rende dolorosi e difficili da effettuare molti gesti quotidiani che richiedono la presa di un oggetto con il pollice e le altre dita, come svitare un barattolo, girare una chiave nella toppa, o impugnare e stringere oggetti a manico lungo (padella o racchetta da tennis), o addirittura stringere una mano.     In genere colpisce i soggetti con età superiore ai 55 anni, principalmente donne.  Traumi pregressi, artropatie croniche infiammatorie come la condrocalcinosi e attività lavorative a forte impegno manuale possono aumentare le possibilità di sviluppare questa patologia.

QUALI SONO I SINTOMI?


Il primo sintomo di rizoartrosi, come già detto, è la comparsa di dolore alla base del pollice nell’esecuzione di gesti comuni nella vita quotidiana, come stringere tra le dita una bottiglia o svitarne il tappo.  Nelle fasi iniziali, il dolore viene avvertito solo quando l’articolazione viene sottoposta ad un eccessivo lavoro. Successivamente, con il progredire del processo artrosico, il dolore diviene pressoché costante e, inoltre, può essere accentuato dalla palpazione energica alla base del pollice.  Con il tempo a questo livello compare una tumefazione, e nelle fasi avanzate una vera deformità di tutto il pollice a causa della sub-lussazione trapezio-metacarpale, che comporta un aspetto a “zeta” del dito e limitazione dolorosa della abduzione del pollice. Diviene quindi difficile e doloroso riuscire ad afferrare oggetti.

COME SI FA LA DIAGNOSI?

Il primo approccio alla diagnosi è rappresentato dalla visita clinica eseguita dal medico, che permette di sospettare la presenza della rizoartrosi.   Di regola l’esame clinico viene completato dagli esami strumentali radiologici, che potranno confermare il sospetto diagnostico.
Una radiografia della mano è fondamentale per valutare le tipiche alterazioni della conformazione dei capi ossei e dei reciproci rapporti articolari. Inoltre, l’esame radiografico consente di definire la gravità dell’artrosi e, in base a questa, definire la terapia più adeguata.  La classificazione radiologica più utilizzata è quella in 4 stadi di Eaton-Littler:

  • Stadio 1: articolazione normale e possibile presenza di lassità articolare; sublussazione articolare inferiore a 1/3 della larghezza della rima articolare.
  • Stadio 2: iniziale artrosi con minima riduzione dello spazio articolare, e sublussazione articolare uguale a 1/3; sono presenti osteofiti di lunghezza < 2 mm.
  • Stadio 3: artrosi conclamata con sublussazione articolare è superiore a 1/3, gli osteofiti presentano lunghezza > 2 mm; il soggetto presenta una modesta limitazione articolare.
  • Stadio 4: oltre alle alterazioni presenti nello stadio 3, è presente anche sclerosi subcondrale e compromissione dell’articolazione trapezio-scafoidea; la sublussazione articolare è maggiore rispetto a quella dello stadio 3, e la limitazione articolare più grave e dolorosa.            

A completamento del quadro clinico delle fasi acute, può essere utile l’esame ecografico che consente di assodare la presenza di versamento endoarticolare e infiammazione della membrana sinoviale.

COME SI CURA?


La rizoartrosi è una malattia cronica, con tendenza a un peggioramento progressivo. Pertanto, la prognosi non può essere positiva per un ritorno alla normalità articolare, e il principale obiettivo del trattamento terapeutico è quello della risoluzione del dolore, che spesso è la prima causa della impotenza funzionale.  Il secondo e altrettanto rilevante obiettivo è quello di mantenere o ripristinare la forza di presa della mano con il pollice in opposizione, e consentire di tornare ad effettuare i comuni gesti di tutti i giorni. 

Le opzioni terapeutiche dipendono dalle caratteristiche del quadro clinico e dal grado radiografico di evoluzione della malattia, e comprendono un trattamento conservativo, mini-invasivo o chirurgico. 

  • Il trattamento conservativo viene riservato a pazienti affetti da rizoartrosi in fase iniziale (solitamente corrispondente al I-II grado di Eaton-Littler), allorquando il dolore si manifesta solo durante lo svolgimento di movimenti che impegnano l’articolazione trapezio-metacarpale. La terapia farmacologica antidolorifica prevede l’utilizzo di FANS e, nei casi di maggiore intensità del dolore, il ricorso a infiltrazioni intra-articolari eco-guidate di cortisonici e acido ialuronico.  Le terapie fisiche, la fisioterapia e il trattamento con tutori statici (splint) contribuiscono a ridurre il dolore ed a migliorare a lungo termine la funzionalità della mano.
  • Quando la terapia conservativa non determina risultati duraturi e si osserva il peggioramento della sintomatologia dolorosa, e la limitazione funzionale causa un handicap nella vita quotidiana, l’unica soluzione diventa il trattamento chirurgico, solitamente corrispondente al III-IV grado di Eaton-Littler.

IN COSA CONSISTONO LE INFILTRAZIONI INTRA-ARTICOLARI CON GUIDA ECOGRAFICA?

Il trattamento infiltrativo ha la finalità transitoria di eliminare il dolore ed è indicato nelle fasi acute dello stadio iniziale o moderato di rizoartrosi. La durata di ciascun trattamento è di 30 minuti circa, ben tollerato dal Paziente.  La terapia è efficace in un elevata percentuale di trattamenti.  Soltanto la guida ecografica consente di eseguire la procedura con precisione e in sicurezza per il paziente. La guida ecografica comprende anche il Doppler, che visualizza i vasi sanguigni, che possono così’ essere evitati durante l’introduzione dell’ago. Tale procedura viene effettuata usando rigorose misure di asepsi.

Protocollo del ciclo di trattamento: Il polso è in posizione intermedia tra pronazione e supinazione, con appoggio  laterale. La sonda è posta sul versante laterale del polso lungo il suo asse maggiore, in modo da visualizzare l’articolazione trapezio-metacarpale. Si inserisce l’ago da 25G con approccio co-assiale, perpendicolare all’asse lungo della sonda, e si procede alla infiltrazione nello spazio articolare.  Nel caso in cui sia presente una flogosi sinoviale vengono iniettati normalmente 0,5 ml di steroide a lunga durata d’azione (Triamcinolone 40 mg/ml), seguita dopo 15 giorni da due infiltrazioni di 1-1,5 ml di acido ialuronico a basso peso molecolare (30 mg/2 ml), a distanza di 15 giorni l’una dall’altra; qualora, invece, la sinovite sia assente si procede direttamente con le due infiltrazioni di acido ialuronico. Dopo ciascun trattamento percutaneo si raccomanda il riposo funzionale per 48 ore.  Controllo clinico-ecografico dopo 2-3 settimane. 

Nel III grado di Eaton-Littler è conveniente trattare anche la trapezio-scafoidea con la stessa procedura.

Questo protocollo di trattamento in genere fornisce al paziente sollievo significativo dai sintomi o addirittura benessere per 5-8 mesi.  Al termine della terapia infiltrativa seguirà un trattamento di riabilitazione fisica.