COSA SONO LE CISTI SINOVIALI ?
La cisti sinoviale (detta anche ganglio artrogeno o igroma cistico sinoviale) è una neoformazione benigna, abbastanza comune, che appare come un rigonfiamento a bolla al di sotto della cute, di dimensioni variabili, duro ed elastico alla palpazione (come un palloncino ripieno di liquido sotto pressione). Si tratta di una cisti, ripiena di liquido sinoviale, che può originare da qualsiasi articolazione, per mezzo di un breve e sottile peduncolo, ma che più frequentemente colpisce il polso (soprattutto sul lato dorsale e meno sul versante palmare);
un’altra sede frequente di comparsa è la caviglia, in sede perimalleolare, e sul dorso del piede.
In genere si sviluppano lentamente, aumentando progressivamente di dimensioni, nell’arco di vari mesi. Talvolta possono rompersi, spontaneamente o a seguito di un urto, e scomparire, anche se non di rado poi recidivano.
DA COSA E’ PROVOCATA UNA CISTI SINOVIALE ?
La comparsa di una cisti artrogena in genere corrisponde a una crepa della capsula articolare, con formazione di una erniazione della parete fibro-sinoviale, comunicante con la cavità articolare di origine e dalla quale defluisce il liquido sinoviale che va a riempire la cisti. Tale evento può originare a seguito di un trauma o più spesso di uno stress articolare continuativo (da attività lavorativa o sportiva stressante), anche se potrebbero essere determinate da difetti congeniti delle strutture articolari da cui originano.
QUALI SONO I SINTOMI?
Il sintomo principale della cisti artrogena superficiale (esistono anche profonde a livello della colonna vertebrale) è la tumefazione visibile. Le dimensioni possono variare da pochi millimetri sino a 3-4 centimetri. La cisti può essere asintomatica (ossia non dolorosa), anche se voluminosa, ma il più delle volte è sede di dolore, causato dal movimento dell’articolazione da cui origina. Talvolta può comparire un dolore o una parestesia, anche a distanza dalla sua sede, nei casi in cui la cisti artrogena si sviluppa a ridosso di un nervo che viene così compresso, come può avvenire nel caso in cui a cisti si sviluppi all’interno del tunnel del carpo o del tunnel del tarso.
COME SI FA LA DIAGNOSI?
La visita clinica della tumefazione eseguita dal medico rappresenta primo approccio per una ipotesi diagnostica, abbastanza semplice, di cisti sinoviale. Di regola, il sospetto clinico viene poi eventualmente confermato dagli esami di diagnostica per immagini, che hanno il compito non tanto di dire cos’è ma piuttosto di definire le caratteristiche della cisti, che sono essenziali per la successiva pianificazione terapeutica.
In genere, l’esame ecografico con valutazione power-Doppler è in grado di confermare la presenza della cisti, e di stabilirne dimensioni e caratteristiche patologiche (caratteristiche e sede del peduncolo), ma soprattutto di definire il rapporto di vicinanza rispetto a vasi sanguigni e nervi o altre strutture anatomiche da dover salvaguardare durante il trattamento terapeutico.
La risonanza magnetica trova indicazione in casi selezionati.
COME SI CURA?
E’ raro che le cisti regrediscano spontaneamente grazie al riposo e ad anti-infiammatori. Di regola, invece, nei casi di una cisti dolorosa, o che esercita compressione su di un nervo, è necessaria la sua rimozione, pur sapendo che esiste il rischio di recidiva.
Le opzioni terapeutiche sono due:
1) la rimozione chirurgica a cielo aperto (con un’incisione di 3-4 centimetri), che ha il vantaggio di asportare la cisti e chiudere il peduncolo di origine; sarebbe un trattamento definitivo, anche se non è possibile escludere con certezza la recidiva.
2) la seconda opzione prevede un trattamento conservativo percutaneo (cioè senza l’incisione cutanea) e consiste nel vuotamento-infiltrazione con guida ecografica, che ha il vantaggio di essere molto meno invasiva, spesso risolutiva ma che, in caso di insuccesso o di recidiva, non impedisce un successivo trattamento chirurgico.
IN COSA CONSISTE IL VUOTAMENTO-INFILTRAZIONE CON GUIDA ECOGRAFICA?
La durata di ciascun trattamento è di 15-20 minuti circa, ben tollerato dal Paziente e non doloroso. La terapia è efficace in un elevata percentuale di trattamenti. Soltanto la guida ecografica consente di eseguire la procedura con precisione e in sicurezza per il paziente, con salvaguardia dei nervi e dei vasi sanguigni. Infatti, la guida ecografica comprende anche il Doppler, che visualizza i vasi sanguigni, che possono così’ essere evitati durante l’introduzione dell’ago. Tale procedura viene effettuata usando rigorose misure di asepsi. Come regola generale, valida per tutti i tipi di procedura, per evitare episodi vaso-vagali, far voltare la testa del Paziente in direzione opposta all’area di trattamento, in modo che il Paziente non veda gli aghi.
Protocollo del ciclo di trattamento: Il paziente è seduto di fronte all’operatore, se si tratta di una cisti del polso, oppure viene disteso sul lettino, se invece è una cisti della caviglia o piede. Con scansione ecografica si visualizza il punto dove la cisti risulta più facilmente raggiungibile con sicurezza, a tale livello si inserisce l’ago da 18G o 21G parallelo alla sonda, penetrando all’interno della cisti. Si iniettano 2-3 cc di lidocaina all’interno della cisti, anche per rendere meno denso il liquido contenuto al suo interno, vischioso e di colore giallino, che subito dopo viene aspirato, ottenendo il vuotamento della cisti. A seguire si inietta 1 cc di cortisonico a lunga durata d’azione. Dopo 15 giorni la procedura viene ripetuta (qualora necessario). Controllo clinico-ecografico dopo 2-3 settimane.