COS’E’ LA TENDINITE CALCIFICA DELLA SPALLA ?
La tendinite calcifica della spalla è una malattia relativamente comune, ed è una delle cause più frequenti di spalla dolorosa. E’ caratterizzata dalla presenza di una o più calcificazioni in un tendine della cuffia dei rotatori, più comunemente il sopraspinoso. La calcificazione nel tendine si modifica nel tempo: in una prima fase si ingrandisce e si addensa, diventando dura e compatta (fase della formazione e della quiescenza); in una seconda fase si rammollisce, per poi disgregarsi progressivamente (fase della disgregazione), fino a scomparire spontaneamente. La fase della quiescenza (che di regola dura molti mesi, o anche uno o più anni) può essere poco dolorosa o addirittura asintomatica, mentre la fase della disgregazione (che in genere dura molti mesi) è solitamente molto dolorosa, talvolta in modo violento.
DA COSA E’ PROVOCATA LA TENDINITE CALCIFICA?
La causa della tendinite calcifica non è nota. Si ritiene che non sia causata da un trauma o da microtraumatismo cronico, e che raramente faccia parte di una malattia sistemica. Forse c’è una predisposizione genetica.
QUALI SONO I SINTOMI?
Nella tendinite calcifica della spalla la sintomatologia dolorosa più intensa si manifesta tipicamente nella fase della disgregazione. L’abduzione e l’elevazione del braccio provocano un dolore violento, e molti gesti quotidiani diventano pressocchè impossibili, come pettinarsi, sfilarsi una maglietta, dormire poggiati sul lato malato, tanto da svegliarsi ripetutamente per il dolore. Di regola durante la fase della formazione e della quiescenza la calcificazione può essere anche asintomatica ed essere scoperta per caso facendo una radiografia per altri motivi. Altre volte può essere sintomatica, però solitamente poco dolorosa; talvolta la presenza di dolore più intenso può essere causato dalla contemporanea presenza di una borsite adiacente.
COME SI FA LA DIAGNOSI?
Sulla base del sospetto clinico, la radiografia della spalla è l’esame più utilizzato e consente di evidenziare la presenza delle calcificazioni periarticolari (periartrite calcifica).
L’ecografia della spalla è però l’esame più importante, in quanto non solo conferma la presenza delle calcificazioni viste sulla radiografia, ma in più può dire se la calcificazione è “dura” o “molle”, e questa informazione è fondamentale per scegliere la terapia più adatta. Inoltre, con l’ecografia è possibile sapere se a determinare il dolore c’è anche la partecipazione di una borsite, di una tenosinovite o di un versamento endoarticolare.
La risonanza magnetica può essere utili in casi selezionati.
COME SI CURA?
Il primo approccio terapeutico è solitamente rappresentato dai farmaci antidolorifici ed anti-infiammatori non steroidei (FANS), che nella maggior parte dei casi, però, forniscono soltanto un sollievo momentaneo e non risolvono il quadro clinico.
Quindi, nei casi che non trovano soluzione nell’assunzione orale dei comuni antidolorifici, in base all’orientamento terapeutico maggiormente condiviso si procede verso il trattamento più idoneo in base alla fase evolutiva della calcificazione:
- Per le calcificazioni “dure”, di tipo compatto e caratteristiche della fase di quiescenza, il trattamento maggiormente indicato è rappresentato da un ciclo di onde d’urto. E’ però importante verificare prima se il dolore non sia causato dalla presenza di una borsite.
- Le calcificazioni “molli”, che caratterizzano la fase più dolorosa del percorso evolutivo della tendinite calcifica, trovano invece nella litoclasia percutanea, il cosiddetto “lavaggio” della calcificazione, la terapia maggiormente indicata e capace di risolvere definitivamente il quadro clinico nella grande maggioranza dei casi. Terapia effettuata con rapidità, precisione ed efficacia utilizzando la guida ecografica nell’esecuzione della procedura. Per la buona riuscita del trattamento è essenziale lo studio pre-trattamento del caso: la procedura va effettuata su calcificazioni molli e solo se sintomatiche; vanno evitati i casi in cui le calcificazioni siano troppo piccole (<5mm) o il paziente presenti controindicazioni all’infiltrazione cortisonica. Se la valutazione pre-trattamento mostra la presenza di una borsite è necessario effettuare una infiltrazione cortisonica endobursale, rinviando la litoclasia di 15 giorni.
IN COSA CONSISTE LA LITOCLASIA DELLE CALCIFICAZIONI, CON GUIDA ECOGRAFICA?
La durata di ciascun trattamento è di 40 minuti circa. La terapia è efficace in un elevata percentuale di trattamenti. Soltanto la guida ecografica consente di eseguire la procedura con precisione e in sicurezza per il paziente.
Protocollo dell’intero ciclo di trattamento : Il paziente viene fatto stendere sul lettino in posizione supina o semiseduto, con spalla da trattare in adduzione. Dopo l’accurata disinfezione dell’area di trattamento, si esegue l’anestesia locale introducendo un ago sottile e rilasciando un anestetico locale nel sottocute, nella borsa sub-acromion-deltoidea e intorno alle calcificazioni, sempre con guida ecografica.
Successivamente, dopo aver retratto l’ago sottile l’operatore inserisce sotto la guida ecografica un ago da 16G nella porzione più bassa della calcificazione, e subito dopo ne inserisce anche un secondo ago, parallelo e più in alto rispetto al primo; da un ago si introduce acqua distillata sterile nella calcificazione, che uscirà dall’altro ago trascinando all’esterno i detriti di calcio della calcificazione, creando in tal modo un circuito di lavaggio. La litoclasia di calcificazioni più piccole viene solitamente realizzata utilizzando un solo ago, da 18G.
Il trattamento della tendinopatia calcifica di spalla mediante approccio chirurgico classico, sotto guida artroscopica, viene riservato ai casi in cui tutti gli altri approcci terapeutici hanno fallito.